Monumenti e rovine che emergono dall’oscurità, lasciandosi accarezzare da una luce rinnovata: al Foro Romano anche la notte rappresenta un momento di conoscenza, con un patrimonio finalmente visibile anche al chiaro di luna grazie al nuovo impianto di illuminazione e fruibile con le visite guidate in programma ogni venerdì dal 22/4 al 28/10. In occasione del Natale di Roma, “La luna al Foro” (questo il nome dell’iniziativa, che si aggiunge al ciclo di visite serali “La luna sul Colosseo”) rappresenta per cittadini e turisti un’esperienza dalle suggestioni del tutto diverse rispetto alle visite diurne, sempre vocianti e affollate.

Un passo dopo l’altro lungo la via Sacra, la via Nova e il Vicus Iugarius scoprendo la Basilica Emilia e l’Arco di Settimio Severo, la mastodontica Curia Iulia, il Tempio del Divo Giulio e quello di Vesta, la Basilica Giulia e le splendide tre colonne del Tempio dei Càstori, fino alla chiesa di Santa Maria Antiqua e all’imponente Tempio di Antonino e Faustina, di cui il nuovo disegno illuminotecnico a luce bianca e dorata evidenzia perfettamente le forme: per godere di queste pagine di storia a cielo aperto basta prenotarsi (le visite, in italiano e in inglese, si svolgono dalle 20 a mezzanotte in gruppi di massimo 25 partecipanti), indossare un paio di scarpe comode (la via Sacra può presentare qualche insidia, soprattutto nel buio della sera) e abbandonarsi alla potenza di queste immagini notturne.

E mentre la città si addormenta e il vento accompagna la passeggiata, durante i 75 minuti del percorso si può provare a immaginare quale aspetto avessero nell’antica Roma le rovine di oggi, lasciando libera la fantasia. Non c’è dubbio infatti che il nuovo impianto, realizzato da Acea con lampade al led di ultima generazione al costo di 400 mila euro (l’azienda ha regalato alla Soprintendenza la progettazione e la direzione dei lavori), conferisca al sito archeologico un aspetto più unitario, utilissimo sia ad agevolare la lettura storica sia ad esaltare forme e materiali dei monumenti. Senza contare poi il contributo essenziale al rilancio e alla valorizzazione di uno dei simboli più amati della romanità.

“Per dirla come il premier Renzi, speriamo che questa sia la volta buona. Sono stati fatti tanti impianti di illuminazione nel corso degli anni, ma hanno tutti avuto vita breve perché erano troppo costosi e invasivi”, ha detto Francesco Prosperetti, Soprintendente speciale per il Colosseo, il Museo nazionale romano e l’area archeologica di Roma, specificando che “ora invece il costo è sostenibile e questo dovrebbe assicurare un futuro durevole. Finalmente la città si apre al pubblico a orari inconsueti e questa illuminazione di accento e selettiva sui principali momenti storici del Foro è davvero di grande bellezza”.

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